Cari lettori, care lettrici
“False dottrine in scienza hanno bisogno di cinquanta anni prima di morire,
poiché non solo i professori, ma anche gli studenti devono prima morire”
— Max Plank

Il dolore cronico, causa prima di invalidità e di continuo aumento della spesa sanitaria, rappresenta forse il punto più debole dell'attuale scienza medica, a causa delle grandi difficoltà di poterlo curare in modo razionale e secondo le aspettative di tutti e di chi ne soffre in particolare. Infatti, a tutt'oggi, contrariamente a quanto avviene per il dolore acuto,

per il dolore cronico

Non esistono spiegazioni scientificamente soddisfacenti
Non esistono indagini diagnostiche scientificamente specifiche
Non esistono terapie scientificamente efficaci e innocue

Forse perché consapevoli di questi limiti, la attuale Società Internazionale per lo Studio del Dolore ( I.A.S.P. ), raccomanda di:



"Studiare sempre di più i meccanismi del dolore, di applicare le nostre conoscenze per lo sviluppo di nuove terapie per alleviare il dolore e la sofferenza e di trasmettere l'un l'altro le conoscenze duramente acquisite in modo da poterle applicare ai più bisognosi…... Il bisogno di promuovere un insegnamento adeguato è urgente onde poter trasmettere agli altri le nostre capacità didattiche... Abbiamo urgente bisogno di scambiare le nostre conoscenze scientifiche e terapeutiche con tutti i mezzi a nostra disposizione…... È tempo di fare di più......".


Ma il dolore in generale, e quello cronico in particolare, è una esperienza strettamente personale e strettamente ancorato nel tempo e nello spazio in cui il sofferente vive, e pertanto "le conoscenze duramente acquisite" non possono sempre essere applicate a tutti i bisognosi. Ciò che vale per un certo Paese e per un determinato paziente non vale per altri.

Ovviamente, quindi, per raggiungere l'ambito obiettivo della I.A.S.P., bisogna abbandonare l'attuale rigore delle linee guida della scienza medica e fare uso anche delle conoscenze e esperienze cliniche personali, individualmente acquisite, e non affidarsi esclusivamente alla banale, spesso incomprensibile, confusa e persino ambigua letteratura internazionale, proveniente dai più svariati Paesi.

Contro il dolore cronico, nonostante gli effetti collaterali, la farmacoterapia rimane ancora oggi il metodo universalmente più impiegato. Ma le tanto decantate norme scientifiche sulla efficacia e sicurezza dei farmaci non sono riuscite nemmeno a evitare le ben note e, a volte, fatali complicazioni dei tradizionali medicamenti antiinfiammatori e antidolorifici. Per rendersene conto, basta ricordarsi della recente catastrofe causata dalla somministrazione del Vioxx, un prodotto farmaceutico statunitense antidolorifico e antiinfiammatorio di ultima generazione, la cui prescrizione, nel corso di cinque anni, avrebbe causato quasi 28.000 infarti miocardici e morti cardiache improvvise, senza contare le migliaia di complicazioni minori a carico di altri organi. Il Vioxx, al pari di molti altri farmaci, è stato ritirato dalla vendita.

Come possiamo essere sicuri che i farmaci venduti oggi come innocui non si riveleranno pericolosi domani?


Consapevole dei limiti e dei rischi delle attuali linee guida scientifiche per il trattamento del dolore cronico, in armonia con le raccomandazioni della I.A.S.P., con questo sito web desidero far conoscere le nostre terapie e le nostre riflessioni maturate nel corso di circa cinquanta anni di esperienza clinica in medicina del dolore.

La I.A.S.P. definisce il dolore come:

“Una spiacevole esperienza fisica ed emotiva, associata ad un reale e potenziale danno tissutale o descritto come tale“.

Conseguentemente gli analgesici non sono indicati nella cura del dolore cronico. Le terapie devono essere multifattoriali e prendere soprattutto in considerazione i seguenti fattori:

1. Il dolore
2. Lo stato emotivo
3. Il danno anatomico
4. La periodicità bioritmica
5. Lo stile di vita
6. La vulnerabilità individuale
7. La coesistenza dell'iperattività sistemica e regionale del sistema nevoso simpatico

Gli obiettivi principali del nostro programma terapeutico contro il dolore cronico sono:

"Prima non nuocere"

Alleviare il dolore e aumentare lo stato di salute

Arrestare la progressione del danno fisico

Promuovere la riparazione dei tessuti malati e prevenirne altri